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	<title>Deca&#187; , Deca</title>
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	<description>Progettazione impianti fotovoltaici</description>
	<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 12:56:16 +0000</pubDate>
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		<title>Ora nei campi cresce l’energia</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 07:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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Nel 2009 gli impianti fotovoltaici sono aumentati del 400%. Perché in un anno possono rendere fino a 40 mila euro l’ettaro. Più di qualsiasi coltura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><IMG SRC="http://www.decaservice.net/wp-content/uploads/2010/05/pannelli_in_vigneto.jpg" WIDTH="370" HEIGHT="484" HSPACE="0" VSPACE="0" BORDER="0"></p>
<p>Nel 2009 gli impianti fotovoltaici sono aumentati del 400%. Perché in un anno possono rendere fino a 40 mila euro l’ettaro. Più di qualsiasi coltura (di Jacopo Dettoni)</p>
<p>Silvano Guidi è stato tra i primi a credere nell’«arboricoltura da legno per biomasse». In altre parole, la produzione di legno da bruciare per produrre energia. «Dieci anni fa abbiamo fatto il “ribaltone”: fino al 1999 coltivavamo cereali, poi ci siamo convertiti alla pioppicoltura».</p>
<p>Oggi, nei 150 ettari che possiede a Ottobiano (Pv) non si coltiva altro. Poco distante c’è il campo fotovoltaico Papà Pierino: 16 ettari di terreno agricolo ricoperti da moduli fotovoltaici. «Costruirei anche un impianto a biogas, ma rischio di sovraccaricare la rete» spiega il proprietario, Rodolfo Sacchi.</p>
<p><a href="http://www.decaservice.net/wp-content/uploads/2010/05/ora-nei-campi-cresce-lenergia-economy.pdf" target="_blank">Clicca qui</a> per approfondire la news</p>
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		<title>Pechino prepara la rete ai 90 GW eolici del 2015</title>
		<link>http://www.decaservice.net/news/pechino-prepara-la-rete-ai-90-gw-eolici-del-2015</link>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 06:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La Cina scalda i rotori

 
Adeguamento della rete nazionale e della domanda ai futuri sviluppi della fonte eolica. Così il Gigante asiatico si prepara a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span>La Cina</span><span> scalda i rotori</span></p>
<p class="MsoNormal">
<div class="MsoNormal"><span> </span></div>
<p class="MsoNormal"><span>Adeguamento della rete nazionale e della domanda ai futuri sviluppi della fonte eolica. Così il Gigante asiatico si prepara a crescere nelle eco-energie</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Come dare un impulso ancora maggiore ad un settore in pieno sviluppo come l’eolico? Se lo chiede la Cina attualmente in fase di valutazione delle modalità con cui garantire il collegamento alla rete e la gestione dell’energia generata dagli obiettivi eolici al 2015. Il governo sta incrementando il comparto con cui punta, per la stessa data, a raggiungere l’importante traguardo di 90 GW, in termini di capacità a livello nazionale.<br />
Le mire di Pechino tendono quasi al raddoppio per il 2020 e la domanda che sorge spontanea è: il Paese è pronto? Per una fonte come l’eolico, pulita ma inequivocabilmente discontinua, esistono delle condizioni necessarie a cui asservirsi; per la  Repubblica Popolare è il momento, come spiega la National Energy Administration (NEA) cinese, di concentrarsi sull’attivazione di soluzioni tecnologicamente ed economicamente ragionevoli, atte ad accogliere le rosee previsioni di crescita.<br />
Gran parte della rete locale risulta essere inadeguata già per gli attuali impianti costituendo un problema ancora maggiore per il futuro.<br />
“Il più grande freno allo sviluppo del vento su larga scala è la mancanza di sufficiente connessione alla rete”, ha detto Liu Qi, capo aggiunto della gestione dell’energia in un rapporto pubblicato oggi sul sito della Commissione di sviluppo nazionale. In tal senso la  NEA organizzerà sei mesi di ricerca interamente dedicati alla pianificazione del settore, allo sviluppo del mercato e alla trasmissione energetica in 11 province e regioni per coordinare la fonte eolica e sviluppo della rete. Come parte del Programma è stato chiesto a ciascuna provincia costiera di compilare un piano di sviluppo provinciale per le risorse offshore, dividendo il territorio potenziale in tre categorie, a seconda della profondità delle acque.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>(Rinnovabili.it)</span></p>
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		<title>Imprenditorialità e Innovazione: cleantech in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 06:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Negli Stati Uniti il segmento del cleantech rappresenta un quarto dei 25 miliardi di dollari riversati annualmente dal venture capital sulla creazione di nuove aziende. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Negli Stati Uniti il segmento del cleantech rappresenta un quarto dei 25 miliardi di dollari riversati annualmente dal venture capital sulla creazione di nuove aziende. I Tedeschi hanno investito 343 milioni di euro lo scorso anno, principalmente nel fotovoltaico, costruendo le basi per una supremazia tecnologica internazionale. Si parla molto di innovazione, nuova imprenditorialità e sviluppo sostenibile, ma c’è un anello mancante nella “catena alimentare del capitale” Italiana: gli investimenti di venture capital nel cleantech nel 2009 sono stati pari a 4 milioni di euro secondo i dati ufficiali AIFI.</p>
<p class="MsoNormal">
L’industria delle energie alternative sarà una di quelle trainanti nei prossimi anni: è uno dei pilastri della politica di Obama e della Merkel per il rilancio dell’economia e una questione che ha importanti implicazioni strategiche nel campo dell’energy security: il grado di autonomia di una nazione nell’approvigionamento di energia.</p>
<p>Il mercato energetico é globale e legato anche alla disponibilità di risorse naturali. Acqua, vento, geotermia e sole in Italia sono abbondanti, ma per affrancarci dal petrolio e costruire un futuro sostenibile non saranno sufficienti investimenti infrastrutturali e di capacità produttiva. Lo sviluppo di nuove tecnologie per generazione, risparmio, recupero, distribuzione, commercializzazione dell’energia saranno altrettanto fondamentali quanto la disponibilità di materie prime e risorse naturali.</p>
<p>“Lo scorso anno nel mondo sono stati investiti 170 miliardi di euro in energie rinnovabili incrementando la capacità installata globale di circa 75.000 MW. Un risultato in linea con le più ottimistiche stime di crescita pur in un anno di crisi.&#8221; spiega Francesco Starace, Presidente di ENEL Green Power, società leader nelle rinnovabili. &#8220;La nostra azienda ha oggi una capacità di 5.700 MegaWatt in Europa, USA e America Latina e prevede di investire 5 miliardi di euro da qui al 2014, a fronte di una pipeline di progetti di circa 30.000 MegaWatt.</p>
<p>L’Italia ha enormi potenzialità nelle rinnovabili, particolarmente in campo solare ed eolico”.<br />
Nelle energie rinnovabili viene creato un posto di lavoro con 55-85 mila euro di investimento, ma per sviluppare innovazione e nuova impresa in questo campo, più che in altri, occorre un forte raccordo e cooperazione tra Università, ricerca, imprenditori e finanza. Con gli investimenti che dovranno essere effettuati il settore e l’indotto potrebbero generare fino a 250.000 posti di lavoro nel nostro paese, ma quanti di questi rischiano di andare all’estero?</p>
<p>Mentre viene stanziato un miliardo di euro per dare ossigeno al private equity delle piccole e medie imprese, iniziativa lodevole e necessaria, i fondi per rilanciare il venture capital e le startup nazionali sono fermi. L’Italia rischia di perdere anche questo treno che sta passando rapidamente, nonostante abbia tutte le carte in regole per competere.<br />
Servirà molta innovazione per dare energia, acqua e aria pulita al pianeta nei prossimi anni, ma per essere competitivi ed assicurarci un futuro sostenibile occorre avere oggi il coraggio di cambiare ed investire sul futuro.</p>
<p class="MsoNormal">(Gianluca Dettori)</p>
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		<title>Sistema incentivante in Italia rimane uno dei più vantaggiosi in Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 06:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nonostante l’annunciata riduzione delle tariffe, l&#8217;ultima bozza del «Terzo conto energia» diffusa dal governo conferma che il sistema incentivante in Italia rimane uno dei più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante l’annunciata riduzione delle tariffe, l&#8217;ultima bozza del «Terzo conto energia» diffusa dal governo conferma che il sistema incentivante in Italia rimane uno dei più vantaggiosi in Europa. Grazie al sistema attualmente in vigore, nel 2009 l’Italia risulta al secondo posto in Europa per potenza installata e al terzo per potenza cumulata, con un aumento di produzione di energia elettrica del 35% da fonte eolica, del 10% da biomasse e di non meno del 400% dal fotovoltaico. Anche se le tariffe incentivanti sono state ridotte in molti Paesi europei, il mercato non ha registrato particolari contraccolpi perché, per una completa valutazione delIa convenienza di un investimento, oltre alle condizioni economiche è necessario considerare anche altri aspetti rilevanti del quadro giuridico, cioè la sicurezza, la stabilità e la continuità delle disposizioni incentivanti, oltre alla complessità o meno dell&#8217;iter autorizzativo.</p>
<p><a href="http://www.decaservice.net/wp-content/uploads/2010/05/il-terzo-conto-energia-rilancia-gli-incentivi-milano-finanza.pdf" target="_blank">In spagna, per esempio, &#8230;</a></p>
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		<title>Ritardo emanazione tariffe incentivanti 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 06:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[«Il ritardo nell’emanazione delle tariffe incentivanti per il fotovoltaico a partire dal 2011 è penalizzante per gli operatori del settore. Più il tempo passa, più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Il ritardo nell’emanazione delle tariffe incentivanti per il fotovoltaico a partire dal 2011 è penalizzante per gli operatori del settore. Più il tempo passa, più le aziende agiranno con cautela e gli investimenti programmati per l’inizio del 2011 saranno spostati sempre più in avanti. Chiediamo fortemente che il Conto Energja venga emesso quanto prima». E&#8217; quanto dichiara Giuseppe Sofia, amministratore delegato di Conergy Italia, a proposito del nuovo Conto Energia al quale manca il via libera della conferenza unificata Stato-Regioni che è atteso entro fine aprile.</p>
<p>L&#8217;articolo continua <a href="http://www.decaservice.net/wp-content/uploads/2010/05/il-ritardo-del-nuovo-conto-energia-finanzamercati.pdf" target="_blank">qui</a></p>
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		<title>Eolico. Supera 1.000 mw l&#8217;installato offshore in Gran Bretagna</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 06:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nel primi tre mesi dell&#8217;anno investiti 500 milioni di euro
Roma, 26 apr. (Apcom-Nuova Energia) - I parchi eolici offshore del Regno Unito hanno varcato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><strong><span>Nel primi tre mesi dell&#8217;anno investiti 500 milioni di euro</span></strong></p>
<p class="MsoNormal">Roma, 26 apr. (Apcom-Nuova Energia) - I parchi eolici offshore del Regno Unito hanno varcato la soglia dei 1.000 MW di potenza installata, grazie a due nuovi progetti entrati in funzione nell&#8217;aprile 2010. Lo riferisce l&#8217;associazione Renewable UK, sottolineando come il Regno Unito consolidi così la sua posizione di leader mondiale dell&#8217;eolico off-shore, conquistata nel 2008 con il sorpasso sulla Danimarca. I due nuovi parchi sono quello di Robin Rigg (sulla costa occidentale, al confine fra Scozia e Inghilterra) della società E.ON e quello di Gunfleet Sands (Inghilterra sud-orientale) della danese DONG. La grande espansione delle centrali eoliche costruite in mare aperto è confermata dai dati economici: &#8220;Solo nei primi tre mesi del 2010 gli investimenti privati dell&#8217;eolico off-shore britannico hanno raggiunto la cifra di 500 milioni di sterline (580 milioni di euro)&#8221;, ha spiegato Maria McCaffery, direttore esecutivo di Renewable UK. I progetti per centrali off-shore presentati ammontano ormai ad una potenza complessiva di circa 40.000 MW, di cui 4.000 MW sono in costruzione o comunque già approvati. &#8220;Stiamo ponendo le condizioni per sfruttare al massimo il potenziale delle nostre risorse eoliche, in modo da creare migliaia di posti di lavoro e produrre energia pulita e affidabile con i nostri soli mezzi&#8221;, ha commentato Ed Miliband, segretario di Stato al Dipartimento dell&#8217;energia e dei cambiamenti climatici.</p>
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		<title>Conto Energia: si va verso il taglio del 20% a partire dal 2011</title>
		<link>http://www.decaservice.net/news/conto-energia-si-va-verso-il-taglio-del-20-a-partire-dal-2011</link>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 06:28:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Simone Muscas (27 aprile 2010)
Solo di voci si tratta, quindi la notizia va presa ancora con le dovute precauzioni, tuttavia sembra proprio che il Governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;">Simone Muscas (27 aprile 2010)</span></h1>
<p>Solo di voci si tratta, quindi la notizia va presa ancora con le dovute precauzioni, tuttavia sembra proprio che il Governo italiano abbia in programma il taglio del <a href="http://www.ecoblog.it/post/411/conto-energia">Conto Energia</a> del 20%, una percentuale particolarmente alta. Sarebbe infatti pronta una bozza, che andrà in uno dei prossimi Consigli dei Ministri, nella quale si discuterà proprio di questo tema.</p>
<p>A riferirlo il presidente dei <a href="http://www.verdi.it/component/search/conto%20energia.html?ordering=&amp;searchphrase=all">Verdi</a>, Angelo Bonelli, a margine di una manifestazione contro il ritorno del <a href="http://www.polisblog.it/post/7534/il-nucleare-in-italia-entro-3-anni-ma-nessuna-regione-a-parte-la-siberia-lo-vuole?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+polisblog%2Fit+%28polisblog%29">nucleare</a> in Italia. Se così sarà, come giudicare questa mossa del governo? Appena qualche tempo fa sottolineavamo come il nostro Paese stesse finalmente raccogliendo i frutti dell’incentivazione al fotovoltaico (iniziata nel 2005, poi perfezionata nel 2007 con il nuovo Conto Energia) poiché dallo scorso anno occupava <a href="http://www.ecoblog.it/post/9927/fotovoltaico-litalia-e-ora-seconda-in-europa-dietro-soltanto-alla-germania-durera">una buona posizione</a> in Europa in quanto a potenza installata.</p>
<p>Dato questo trend positivo mettevamo l’accento sul fatto che fisiologicamente il Conto Energia avrebbe per forza di cose dovuto subire un ridimensionamento verso il basso, tuttavia eravamo <a href="http://www.ecoblog.it/post/9735/conto-energia-pronta-la-nuova-bozza-per-il-2011">ben lontani</a> da supporre che il taglio sarebbe potuto essere <a href="http://www.ecoblog.it/post/10114/fotovoltaico-conto-energia-2011-se-ne-riparlera-dopo-le-elezioni">così drastico</a> da un anno all’altro. Nonostante i costi delle tecnologie starebbero effettivamente subendo un abbassamento di prezzi, non sarebbe forse il caso di diluire meglio nel tempo la riduzione degli incentivi?</p>
<p><a name="continua"></a><a name="more"></a>Questo anche alla luce del fatto che intorno al <a href="http://www.ecoblog.it/post/9333/scadenza-delle-tariffe-del-conto-energia-quale-futuro">settore fotovoltaico</a> si è ormai creata un’economia, con relativo indotto, che rappresenta qualcosa di più di una semplice realtà di nicchia.</p>
<p>Secondo Bonelli, il drastico taglio del 2011 potrebbe rivelarsi un colpo durissimo al mondo delle imprese e delle rinnovabili. Preoccupazione condivisibile, intanto però attendiamo le decisioni politiche ufficiali in modo da avere un quadro ben più chiaro della questione.</p>
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		<title>C&#8217;è una data per il nucleare</title>
		<link>http://www.decaservice.net/news/ce-una-data-per-il-nucleare</link>
		<comments>http://www.decaservice.net/news/ce-una-data-per-il-nucleare#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 May 2010 06:25:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Entro tre anni, ovvero entro la fine della legislatura, il nucleare italiano prenderà corpo con l’avvio dei lavori della prima centrale. Il presidente del Consiglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Entro tre anni, ovvero entro la fine della legislatura, il nucleare italiano prenderà corpo con l’avvio dei lavori della prima centrale. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a margine dell’incontro bilaterale con il leader russo Vladimir Putin, ha dettato i tempi e le azioni del progetto. Spiegare all’opinione pubblica l’operazione e la necessità per il paese di utilizzare l’energia nucleare. Anche con campagne televisive, già in agenda. Accelerare nella ricerca della fusione, in collaborazione con i laboratori russi. Individuare i siti e iniziare i lavori della prima centrale. In 36 mesi. Il programma è molto ambizioso, e Berlusconi non si illuda. Non sarà una passeggiata nel parco. Le reazioni di ieri sono lì a dimostrarlo: minacce di referendum, manifestazioni preventive, urla e strepiti. Tra i governatori e i sindaci - anche tra quelli amici - le opposizioni non mancheranno. Presidente Berlusconi non si lasci impressionare. Il nucleare è una strada obbligata per rendere il paese, le generazioni future, libere dalla schiavitù energetica. È un treno che il paese ha perso già una volta e non può permettersi di perdere ancora. E una grande opportunità per la crescita e per la ricerca scientifica. Tutto il resto è irresponsabile.</p>
<p>(Articolo estratto da &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221; del 27-04-2010)</p>
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		<title>Bruxelles frena il patto dell&#8217;atomo</title>
		<link>http://www.decaservice.net/news/bruxelles-frena-il-patto-dellatomo</link>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 06:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando G?nther Oettinger ha letto i resoconti sul patto nucleare fra Italia e Russia ha scosso il capo. Nulla da dire sui memorandum bilaterale, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando G?nther Oettinger ha letto i resoconti sul patto nucleare fra Italia e Russia ha scosso il capo. Nulla da dire sui memorandum bilaterale, e nemmeno sulla scelta dell’atomo, sulla quale Bruxelles è neutrale e lascia la decisione alle competenze nazionali. Ciò che non è andato giù al commissario Ue per l’Energia è la possibilità che Mosca possa assumersi la responsabilità, anche parziale, di smaltire le scorie. «La sicurezza è lo priorità - è il pensiero del tedesco - e noi possiamo garantirla solo all&#8217;interno dell&#8217;Ue. Questo va contro la possibilità di effettuare lo stoccaggio definitivo dei rifiuti nucleari fuori dall&#8217;Unione».</p>
<p>L&#8217;articolo prosegue <a href="http://www.decaservice.net/wp-content/uploads/2010/05/bruxelles-frena-il-patto-dellatomo-la-stampa.pdf" target="_blank">qui</a></p>
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		<title>Bonus di 10 milioni a chi avrà il reattore in casa</title>
		<link>http://www.decaservice.net/news/bonus-di-10-milioni-a-chi-avra-il-reattore-in-casa</link>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 06:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[C&#8217;è voluto del tempo, ma alla fine l’opzione nucleare ha vinto. Con buona pace dei catastrofisti che hanno sempre indicato nel nucleare il simbolo dell&#8217;«energia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è voluto del tempo, ma alla fine l’opzione nucleare ha vinto. Con buona pace dei catastrofisti che hanno sempre indicato nel nucleare il simbolo dell&#8217;«energia sporca». Di più, «pericolosa». Nulla di più sbagliato. Due, infatti, i punti decisivi a favore del nucleare: sicurezza (per l’uomo e l’ambiente) e abbattimento dei costi (che in tempi medio-brevi comporterà un risparmio sulle bollette energetiche).</p>
<p><a href="http://www.decaservice.net/wp-content/uploads/2010/05/10-milioni-a-chi-avra-il-reattore-in-casa-il-giornale.pdf" target="_blank">Approfondimento</a></p>
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